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domenica 15 settembre 2013

Visti USA. Come entrare negli Stati Uniti...e rimanerci, forse

Eccoci qua, i nostri clienti al B&B sono partiti ieri e così abbiamo un attimo di respiro e finalmente ho un po' di tempo per parlare di questi benedetti visti per gli USA. Allora, dicevamo...l'immigrazione negli Stati Uniti è stata molto intensa a partire dalla "scoperta" dell'America, da parte degli europei nel 1492, con grosse ondate nella seconda metà dell'800, a inizio '900 e di nuovo a partire dal 1965. Nonostante la popolazione di tutta l'America Settentrionale sia solamente 5 volte quella dell'Italia (non so se rendo l'idea...confrontate i rispettivi km quadrati e poi mi dite cosa ne pensate), negli ultimi tempi gli Stati Uniti hanno deciso di adottare regole molto più restrittive riguardo all'immigrazione. 
Ed ecco che negli Stati Uniti non si entra più, a meno che non si abbia il coraggio di spellarsi vivi durante una sessione di 100 giri della morte consecutivi su una giostra della Disney dirottata da un terrorista alieno. Sposare un cittadino del Paese di riferimento, in questo caso un americano/a, continua ad essere la cosa più semplice, ma a noi non piacciono le soluzioni facili, sarebbe come rubare in chiesa...soprattutto per un italiano/a, che si sa avere un fascino irresistibile. Per questo scoviamo e valutiamo le altre possibilità. 


I visti si suddividono innanzitutto in due macro categorie: i visti immigranti, destinati a quelli che riescono ad ottenere la residenza permanente negli USA (tramite legami familiari solitamente, cioè i fortunati di cui si parlava poco più sopra) e i visti non-immigranti, cioè i visti per la maggior parte di noi "poveri sfigati", che permettono una permanenza temporanea per motivi di turismo, affari, lavoro, cure mediche o studio e che richiedono di dimostrare di avere residenza permanente al di fuori degli Stati Uniti (e quindi di andare fuori dai c non appena scade il visto). Ma non scoraggiamoci ragazzi, la vita è lunga e piena di opportunità per noi italiani che siamo i maestri del trasformismo e degli escamotage! Entrando nel merito dei visti non-immigranti, ci si propone una suddivisione degli stessi in base al motivo per cui vogliamo entrare negli Stati Uniti:
Visto d'affari (B1)
- Visto turistico (B2)
- Visti per studenti (F1, J1, M1)
- Visto di transito (C1)
- Visto per rappresentanti dell'informazione mediatica (I)
- Visto per lavoratore religioso (R)
- Visti di lavoro (H, L, O, P, Q)

I visti B1 e B2 sono i visti rilasciati più comunemente e sono concessi a persone in viaggio d'affari e turisti, per un massimo di 6 mesi alla volta. Da notare che, per tutti i visti sopra elencati sono richiesti un colloquio all'ambasciata americana in Italia e la presentazione di documenti vari, cosa che non succede per quanto riguarda soggiorni fino ad un massimo di 3 mesi, per i quali basta compilare online il cosiddetto ESTA (Electronic System for Travel Authorizationfacente parte del Visa Waiver Program). Il titolare di un visto B1 si può consultare con soci d'affari, legali o commercialisti, prendere parte a convegni d'affari o professionali e negoziare contratti e cercare opportunità di investimento.


I visti F1, J1 e M1 sono concessi a persone che vogliono studiare negli Stati Uniti (all'università o corsi di altro genere) o per motivi di insegnamento, osservazione, conduzione di ricerche, consultazione, dimostrazione di speciali abilità o tirocinio. La validità del visto va fino ad un massimo di 5 anni e comunque rispetta la durata del corso di studi prescelto. In particolare, per quanto riguarda il visto F1 (studenti universitari o di lingue a tempo pieno), bisogna dimostrare di riuscire a pagare gli studi e mantenersi finanziariamente per tutto il periodo del corso. Con il visto studentesco F1 è anche possibile lavorare per un tot di ore settimanali.


Il visto C è dedicato ai viaggiatori (solitamente funzionari di governi stranieri e loro colleghi e familiari) solamente in transito sul territorio degli Stati Uniti e diretti verso altre destinazioni. 


Il visto I è invece concesso a giornalisti, troupe, editor e altre figure di stampa, radio e cinema, che si recano negli stati Uniti per svolgere la professione per conto di un'organizzazione avente sede in un Paese straniero.


R, il lavoratore religioso. Questo visto è per coloro che intendono entrare negli Stati Uniti per espletare mansioni religiose e altre attività legate all'organizzazione religiosa, senza scopo di lucro, di cui fanno parte.

In ultimo vediamo i visti per lavoro, per i quali è necessario trovare la famosa azienda sponsor americana, un'azienda cioè che si prende carico delle responsabilità e dei costi per effettuare la petizione I-129, che l'USCIS (il Servizio Immigrazione) dovrà approvare. Ne troviamo di diverse tipologie, tutti con un requisito di fondo: la "impossibilità" di trovare lavoratori americani equivalenti (anche questo per tutelare innanzitutto gli americani, che hanno sempre la precedenza).
H, visto per personale altamente specializzato, lavoratori stagionali agricoli e non, tirocinanti in ambito agricolo, commerciale, delle comunicazioni, della finanza, governativo, dei trasporti,  delle professioni o industriale;
- L, visto che consente ad un datore di lavoro americano di trasferire un funzionario o un dirigente dagli uffici di una delle sue succursali all'estero ad uno dei suoi uffici negli Stati Uniti. Il visto vale anche per un'azienda straniera che ancora non dispone di un ufficio affiliato statunitense e che vuole inviare un funzionario o un dirigente negli Stati Uniti per fondarne uno;
- O, è il visto per persone dalle capacità straordinarie, quello che hanno concesso al mio compagno, dopo mesi e mesi di scartoffie. E' destinato a soggetti dotati di una straordinaria abilità nelle scienze, in campo artistico, dell'educazione, del commercio o atletico o che abbiano dimostrato di aver ottenuto risultati eccezionali in ambito cinematografico o televisivo e che siano riconosciuti a livello nazionale o internazionale per tali risultati;
- P, visto specifico per atleti, artisti o intrattenitori riconosciuti a livello internazionale e che si recano negli Stati Uniti per prendere parte a gare ed esibizioni o per approfondire la conoscenza o lo sviluppo della loro forma d'arte;
- Q, è infine il visto destinato a programmi di scambio culturale internazionali designati dal servizio USCIS.

Adesso basta però, tutte queste lettere mi stanno uscendo dalle orecchie! Per il prossimo articolo farò un po' di ricerca su un altro tema intrigante, cioè su requisiti e termini per entrare negli Usa come investitori.


In fondo vi lascio con un paio di link a informazioni più dettagliate su visti e procedure per la loro concessione, nonché alcuni dati sulla popolazione statunitense che, secondo una stima del 2010 (fonte Wikipedia), ha le seguenti origini:


1) Britannici, da 36,5 a 72,1 milioni
2) Tedeschi 50,7 milioni
3) Irlandesi 33,5 milioni
4) Italiani 18 milioni (ahi! Per poco fuori dal podio, ma sempre prima dei francesi ;P)
5) Francesi 11,8 milioni
6) Polacchi 10 milioni
7) Ebrei 6,4 milioni
8) Olandesi 5 milioni
e poi a scendere norvegesi, svedesi, russi, ungheresi, danesi, greci, portoghesi, albanesi e altri europei.

50,4 milioni di cittadini statunitensi hanno origine ispanica (di fatto California, Arizona e Texas sono attualmente a maggioranza ispanica). Gli afroamericani sono circa 40,7 milioni e gli asiatici 15 milioni. Solo 4,1 milioni risultano essere i nativi americani (compresi i sanguemisti).


12 milioni è il numero approssimativo di clandestini (unauthorized immigrants) calcolato. Principalmente si tratta di messicani, salvadoregni, guatemaltechi e filippini. L'immigrazione clandestina, soprattutto dal Messico, è un tema molto caldo negli USA e leggi specifiche 
si stanno discutendo a riguardo proprio in questi mesi.

Siti interessanti da consultare per ulteriori info:

http://www.justlanded.com/italiano/Stati-Uniti/Guida-Stati-Uniti/Visti-e-permessi/Visti-per-gli-USA

http://www.ufficiovisti.com/index.php/america/stati-uniti-damerica/796-visto-usa-commercio-investimento

http://italian.italy.usembassy.gov/visti/niv.html

http://travel.state.gov/visa/immigrants/immigrants_1340.html

http://www.uscis.gov/portal/site/uscis

https://ais.usvisa-info.com/it-it

sabato 31 agosto 2013

Things to import in USA!

Quante cose belle si possono importare negli Stati Uniti! In particolare per la Florida ho creato la mia lista personale di idee:

- il gelato (solo e solamente il più buono dell'universo, quello di Jimmy - Muggia TS)!
- le ragazze italiane perchè... italian style, immer geil! :D
- i nostri formaggi e salumi artigianali (qua è tutto confezionato "a sottiletta", tutto industriale. Gli americani non sanno neanche che la mozzarella è tonda, ce l'hanno in dei sacchetti (!!!), tagliata a striscioline come il formaggio gratuggiato...non si può affrontare! E sa di tutto tranne che di mozzarella.
- lo stile/il design italiano. Vedo proprio bene qui qualche giovane architetto designer italiano (così, a caso mi vengono in mente Laura Enrico, Fabio Passon...;)). 
- ...

Gli americani adorano tutto ciò che è italiano e per fortuna la gente oltreoceano non si informa molto della nostra politica interna, altrimenti saremmo gli zimbelli di tutto l'universo (ci siamo vicini comunque...). Vabbè, stavo dicendo che gli americani sono affascinati da tutto ciò che ha a che fare con lo stile, la cucina, la vita italiana e vedrei molto bene qui arredatori d'interni made in italy che aiutino i ricconi del posto a scegliere, con gusto, l'arredamento delle loro mega ville. Qua anche la casetta dell'operaio ha come minimo 13 stanze e 5 bagni e la qualità di vita media, a primo impatto, sembra molto più alta della nostra, nonostante anche qui dicano che ci sia crisi...dovrebbero sentire cosa dice la nostra radio allora, notizia di ieri: disoccupazione giovanile in Italia al 40%! Ahi ahi ahi... 

Tutti in America come cinquant'anni fa! Come sarebbe bello se gli Stati Uniti aprissero di nuovo le porte e ci lasciassero entrare liberamente. Negli ultimi anni gli USA hanno invece adottato una politica molto più restrittiva nei confronti degli immigrati, questo probabilmente per tutelare gli americani stessi sul mercato del lavoro (cosa anche giusta a parer mio). Però NEVER GIVE UP! I modi legali per vivere in questo bellissimo Paese ci sono. Volete sapere come entrare negli Stati Uniti, i tipi di visti esistenti e leggere testimonianze di chi ce l'ha fatta? Continuate a seguirmi, ne parlerò nel mio prossimo articolo! ;)


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International version

THINGS TO IMPORT IN U.S.A.!
There are so many beautiful things you can import into the United States! In particular for Florida I created my own list of ideas:

- Ice cream (just and only the best, Jimmy's icecream) !
- Italian girls because... Italian style, immer geil! Well, you have to know some german to translate this here... :D
- Our artisanal cheeses and meats (everything here is packaged like "hamburger cheese" style, all industrial. Americans do not even know that real mozzarella has a round shape, they have it in bags, cut into strips such as grated cheese...! And it tastes like everything, except like mozzarella.
- The Italian style and design. In my opinion young Italian architects and designers would do great here (thinking about Laura Enrico, Fabio Passon ... ;)).
- ...

Americans love Italian things and culture, and fortunately people overseas do not get too informed about our domestic policy troubles, otherwise we would be the clowns of the whole universe (we're close anyway...). Oh well, I was saying that Americans are fascinated by everything that has to do with Italian lifestyle, cuisine, and so on...I think interior designers "made ​​in italy" would have a lot of work here, helping people to choose the furnishing for their mega villas, with Italian taste. Here, almost everyone has at least 13 rooms and 5 bathrooms, and the quality of everyday life, at first glance, seems much higher than ours, even though Americans say they have crisis too... They should listen to what our radio says! Yesterday's news: youth unemployment in Italy reached 40%! Ahi ahi ahi...
It would be nice if the United States would open the frontiers once again and let us enter freely, like 50 years ago. In recent years instead, the U.S. has adopted a much more restrictive policy towards immigrants, probably trying to protect the jobs of the people who already are Americans (and actually I think they're right in doing so). But NEVER GIVE UP! There are legal ways to live in this beautiful country, and I'm going to talk about this, and much more, in my next article! ;) 

Talk to you soon!