mercoledì 3 luglio 2013

Prima lezione di vela con 15 nodi di vento, tanto per iniziare in "tutta tranquillità"...

Scrivo mentre sto cercando di medicarmi i buchi sulle dita, grazioso souvenir della mia prima lezione di vela. Non essere ancora salita su una barca a vela, a 27 anni, mi sembrava esagerato. Quindi ho dovuto rimediare subito e, come al solito, quando provo qualcosa di nuovo (ricordate il mare al primo giorno di surf?), l'Approccio Dolce se la ride, a mille miglia da me...

Ore 11 di mattina, guardo le barchette in attesa del mio istruttore, che non arriva. Lo chiamo, non si era scritto la lezione nel calendario (e io penso "Ma se devi fare solo quello?!") vabbé, mi chiede "Ma c'è vento?" e io "Sì, abbastanza..." Finalmente arriva, un uomo sulla cinquantina, poco simpatico e un pò pieno di sè, ma utile allo scopo, quindi lo saluto con calore "Ma figurati, non preoccuparti del ritardo! Forse avrei dovuto chiamare io ieri per confermare la lezione...." Seh...

Mai stata su una barca a vela? MAI. O Jesus Christ Superstar...
Menomale che al telefono mi aveva detto "Vedrai, è facilissimo, in un'ora sai andare!", la cosa mi aveva messo di buon umore. In barca invece, ad un certo punto...mi veniva da piangere. Tutta la lezione con questo che mi parlava di vele, nastrini, cime, timoni, 45-90 gradi, blocca e sblocca, e tira di qua e tira di là, e se ci capovolgiamo devi fare così così e così. TUTTO in americano stretto, senza mollare di un millimetro. E anzi, mentre io cercavo disperatamente di comprendere le indicazioni e portare a termine una manovra questo, saltando di palo in frasca, cominciava a farmi domande sulla vita privata...Ma ti pare che ho tempo e neuroni per risponderti?!? A farmi fare due cose contemporaneamente si rischia grosso, camminare e parlare, cucinare e spiegare... Qui mi ritrovo su una barca sconosciuta, con uno che mi parla in un'altra lingua usando termini tecnici sempre diversi (per variare un pò, sia mai che diventi noioso!), che pretende che gli racconti cosa fa il mio ragazzo e cosa devo fare con la vela e farlo mentre continua a farmi altre domande che devo ascoltare ed interpretare elaborando una risposta...

L'epilogo: "Bè, sei stata brava, la prima volta con tutto sto vento!"
Ah, grazie...

Comunque, fantastico sport. Adesso bisogna dargli dentro (con dei guanti magari). Obiettivo: 49er 


Per chi fosse interessato alle lezioni, ve le do io. Scherzo ;P 
L'indirizzo è questo: 
Performance Sail & Sport
124 N. Orlando Ave., Cocoa Beach, FL 32941
Phone: 321-613-5655
Costo della prima lezione è $75.00 (un'ora), lezioni successive sono intorno ai $49.00 all'ora.




NEW YORK, la città che non dorme



Per informazioni dettagliate c'è la mitica wikipedia, avere un'idea generale di dove è situata e suddivisa la città comunque non fa mai male...

Suddivisione di New York City (di fatto l'area metropolitana di NYC si estende su tre diversi Stati: New York, New Jersey e Connecticut)

Anche passare a New York solamente un giorno vale la pena! Ci siamo "ritrovati" in città per accompagnare un uomo d'affari ed amico di Pier ad un incontro di lavoro. Abbiamo pernottato in un albergo favoloso in mezzo a Time Square (Manhattan), dove solo capire quale dei tanti e velocissimi ascensori prendere per arrivare alla stanza era un'impresa...all'interno dell'hotel una mostra di foto artistiche di Madonna 30 anni fa tra piante esotiche e luci soffuse. La sensazione che lascia questa città, perlomeno ad un italiano, è di un fascino e una bellezza dinamica impressionante, probabilmente non comparabile con alcuna metropoli italiana. Nonostante la densità della popolazione sia maggiore a quella di una Milano (NY ha più di 8 milioni di abitanti distribuiti su 784km2 - densità: 10.500ab/km2; Milano ha poco più di 1 milione di abitanti distribuiti su 181km2 - densità: poco meno di 7.000ab/km2) e il cuore della città sia costantemente in azione, giorno e notte, i newyorkesi danno un'impressione di gioia e rilassatezza che lascia noi italiani, sempre super stressati, a bocca aperta. Camminare per le vie di Manhattan è piacevole grazie alla suddivisione delle vie molto intuitiva (da nord a sud le vie si chiamano avenues, mentre da est a ovest le vie si chiamano streets. I nomi delle vie sono numeri, dalla 1st in avanti. Avenues e streets si intersecano inoltre ad angolo retto rendendo semplice l'orientamento anche ai più impediti -vedi me-). I colori accesi e i palazzi, le pubblicità dinamiche gigantesche, il traffico "allegro" e la gente che chiacchiera mentre cammina e passa col semaforo rosso sulle strisce (sempre) avvolgono il visitatore, che si sente come accolto in un grande pancione sicuro, una bellezza! Chi poi, decine di anni fa, ha pensato di lasciare una mega area verde, Central Park, proprio in mezzo alla metropoli, è stato geniale. All'interno del parco centinaia di persone che "ricaricano le pile" facendo sport, passeggiando o stendendosi sui prati, in gran pace con loro stessi. 

Insomma, anche da una non appassionata di metropoli come me, un PLUS grande come una casa a questa stupenda città assolutamente da visitare!

Qualche scatto del nostro breve, emozionante soggiorno!
















lunedì 1 luglio 2013

L'italiano visto da oltreoceano

In un blog dove si parla delle stranezze e delle curiosità degli USA e degli americani non poteva mancare un accenno anche alle nostre care italiane abitudini, che dall'altra parte dell'oceano vengono analizzate con estremo interesse...La conclusione sembra essere: L'italiano è proprio weird! 
Ecco il divertentissimo articolo uscito oggi sul New York Times.

Buona lettura.


Eh sì, l'articolo è in inglese... ;)


Che belli, sì siamo noooooiiiiii!!!!!!!

giovedì 20 giugno 2013

Se anche il dottore dice che bisogna andare a surfare...

Questa non la sapevo, esiste un International Surfing Day qui e, su richiesta, anche un esilarante documento medico che attesta lo stato di impossibilità di recarsi al lavoro in questo giorno, per malattia grave non meglio specificata.

Bè, visto che l'International Surfing Day è oggi, mi sa che sto proprio male e ho bisogno di un pò di aria di mare anche io...CIAAAOOOO!

mercoledì 19 giugno 2013

Getting a tan...and a cold beer too!



Quanto è bella la vita a Cocoa Beach! Il potenziale che ha questa lingua di terra che affronta coraggiosamente l'Oceano Atlantico è veramente grande: la gente è rilassata e amichevole, la temperatura dell'acqua piacevolissima, la spiaggia profonda, lunga 6 miglia (poco più di 9,5 km) è lasciata quasi completamente allo stato naturale, senza invadenti stabilimenti balneari e con graminacee un pò ovunque (piante protette perché indispensabili per tenere ferma la sabbia), la temperatura e l'umidità nell'aria sono molto alte, ma compensate da un venticello costante e dagli instancabili condizionatori accesi a palla in QUALSIASI locale o negozio si entri, anche in bagno...

A nord di Cocoa Beach si trova poi il famoso Cocoa Beach Pier, un pontile sull'oceano, costruito nel 1962 e lungo poco meno di 300m (mi meraviglia che non sia ancora stato spazzato via da un uragano. A proposito, siamo in periodo di uragani fino a settembre, ma non si sono ancora fatti vedere...), con un negozio di souvenir (bellissima idea ma per niente valorizzata) e una serie di localini dove bersi una birra fresca e mangiare un panino guardando il mare e vecchie foto di surfisti degli anni '30 e '50 appese alle pareti... Ok, i surfisti...come per ogni sport, sono meglio quelli di adesso (;P) e si possono ammirare, vivi e in azione, dalla punta del molo, alla quale si accede pagando 1 dollaro a testa (questa me la devono ancora spiegare...). Sulla punta del pontile si trova anche l'ultimo bar (vedi foto di ragazza stupenda che sorride in camera...hahaha!!) dove è d'obbligo ordinare una Blu Moon, una birra (belga) molto simile alla Shock Top (belga anche questa, devono essere concorrenti acerrimi perché nei locali o trovi una o trovi l'altra, nessuno le tiene entrambe) servita con una fettina di arancia fresca...mmmh che BUONA!!! 

Ecco la piantina del pontile:

martedì 18 giugno 2013

IL PARADISO E' SU STRADA

Come gode l'italiano in macchina negli Stati Uniti


Le famose competenze acrobatiche del guidatore/parcheggiatore italiano qui negli USA sono roba da sfigati...il cambio manuale è “...what?!” e i parcheggi, anche quelli più scrausi, sono pensati per carri armati. Ogni volta che ne individui uno pensi “Ok dai, qui vedi che una manovrina ci sta...” e invece niente, ci entri con la macchina come una formica in un centro commerciale e un brivido di stupore misto a piacere ti percorre la schiena ogni singola volta. Al fatto poi di poter superare, sia a destra che a sinistra, l'italiano proprio non può credere; tende quindi a sfidare la Strada divertendosi a fare lo slalom tra le macchine e lasciando rigorosamente le frecce agli indiani (magari a loro servono...). Quando poi l'italiano scopre che in macchina può telefonare e che, per girare a destra, può passare anche col rosso allora ecco che arriva la pace dei sensi, egli non chiede più nient'altro dalla vita e niente può più farlo arrabbiare, nemmeno l'americano nello specchietto che si attacca al clacson per dirgli che non può decidere all'ultimo di cambiare corsia... Buona prassi sulle strade dell'America è stare sempre sulla corsia di mezzo, una sensazione da padroni del mondo, tutta Made in USA, invaderà il corpo e scalderà lo spirito!



P.S. C'è una cosa importante di cui tener conto alla guida: gli americani ADORANO stare nell'angolo morto, quindi attenzione nei sorpassi!
P.P.S. Per provare il vero stato di ebbrezza andare a guidare a New York, it's a mess!!!

lunedì 17 giugno 2013

Sono ancora viva...sto facendo surf!

Eccomi con il mio surfboard amici! Merito dei miei successi va al mio impegno (o troppo tempo libero?) e al mio maestro Mike, un mito dell'insegnamento e...un gran bel vedere! ;)
Come al solito Pier è più bravo, più avanti ecc. ecc. ma io non mi arrendo, devo batterlo...dovessi anche prosciugare il conto in banca in lezioni di surf!!! (di Pier ovviamente, hehe! Scherzo Franz, non prendertela ho preso solo due lezioni, il resto è tutta farina del mio sacco! ;P)  Perchè        CHI LA DURA LA VINCE.

Ecco a proposito, a chi in vacanza si dovesse ritrovare a Cocoa Beach, e vuole imparare ad andare col surf, consiglio supervivamente i maestri di Ron Jon, estremamente bravi e simpatici. Ron Jon inoltre sembra essere proprietario di mezza isola, hanno costruito un negozio gigantesco di roba da surf e co. in mezzo a Cocoa Beach, molto particolare...da visitare! Questa è proprio una bella pubblicità, ma non posso fare a meno, sono troppo dei grandi!!! Anzi, per le mie amiche che ho lasciato in Italia ho in mente anche di meglio...cartolina in arrivo!